Giardini e ville genovesi :
Le grandi ville nobiliari di Genova e dei suoi immediati dintorni hanno lasciato in eredità ai genovesi grandi spazi verdi oggi aperti al pubblico. Sono anche spazi culturali di grande importanza, sedi di musei e collezioni, teatri di eventi di rilevanza internazionale. In una o due giornate si possono visitare in tutta comodità...
| Parchi di Nervi |
Dal viale delle Palme - dove si passeggia tra due filari di esemplari ad alto fusto e folti pennacchi - ci si lascia alle spalle il parcheggio della stazione e si entra nei Parchi di Nervi. Nata dall'unione dei tre giardini di villa Grimaldi (sede della Raccolta Frugone), villa Serra (sede della Galleria di Arte Moderna) e villa Groppallo, l'area verde di dieci ettari si scopre seguendo i sentieri attraverso ampi prati all'inglese, pini marittimi con chiome ad ombrello e grandi palme. Tra queste spicca, per imponenza e rarità - è uno dei pochi esemplari in Italia - il Gigante del Cile: originaria del Sud America e riconoscibile per il suo fusto largo e tozzo, ha un'età di circa 150 anni e dieci metri d'altezza. Poco distante, il roseto che offre il meglio di sé durante la fioritura da aprile a novembre. A pochi passi da qui, il mare: calmo o burrascoso è sempre un bello spettacolo per chi lo osserva lungo i due chilometri della passeggiata Anita Garibaldi, che segue il profilo della scogliera e conduce al porticciolo di Nervi, cuore dell'antico borgo di pescatori. Dalla passeggiata lo sguardo può spingersi fino al Promontorio di Portofino e a ponente fino a capo Mortola. |
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| Villetta Dinegro - Genova centro |
Da Nervi si arriva al centro attraversando dieci chilometri di città affacciata sul mare. Giunti in piazza Corvetto s'intravede subito, al di là della statua dedicata a Mazzini, la cascata d'acqua che attraversa il sempreverde parco di villetta Dinegro: un'oasi di quiete che si guadagna in pochi passi lasciandosi alle spalle tempi e rumori metropolitani, noto soprattutto perché ospita il museo d'Arte orientale Edoardo Chiossone. Grandi sculture buddiste, armi e armature, ceramiche e porcellane, costumi e tessuti, smalti, maschere e antichi dipinti: elementi e immagini dell'esposizione permanente che, con il loro fascino, si sommano alle suggestioni esterne. Dalla terrazza del museo si gode di un panorama d'eccezione sui tetti dei palazzi cinquecenteschi di via Garibaldi e sulle ardesie medievali del centro storico, fino alla Lanterna. Tra i vialetti di camelie e i grandi alberi che circondano la statua di fine Ottocento dedicata a Giuseppe Mazzini, il mezzobusto di marmo di Carrara raffigurante il poeta Giosuè Carducci e i fiori rari, si scopre l'unicità di quest'oasi cittadina, completa di stagno e gazebo cinese in cima alla collina. Chi ha un po' di tempo a disposizione e ama gli alberi secolari può raggiungere piazza Manin, a pochi isolati di distanza, e prendere il treno storico che parte dalla stazione Genova Casella in direzione di quest'ultimo, nell'entroterra. Qui, in via Fieschi, si può ammirare uno spettacolare Cedro del Libano di trecento anni e trenta metri d'altezza. |
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| Villa Serra di Comago - Sant'Olcese |
Risalendo la Val Polcevera da Bolzaneto, si arriva a Sant'Olcese, comune genovese che ospita villa Serra: due nobili dimore (la villa settecentesca e la palazzina Tudor in perfetto stile inglese) circondate dal grande parco voluto dal marchese Orso Serra nella seconda metà dell'Ottocento, realizzato da Carlo Cusani, marchese anche lui, che qui espresse al meglio la sua vocazione di architetto romantico e paesaggista. Il giardino è caratterizzato da un sapiente gioco di acque, deviate dal rio Comago. Lungo i viali che portano alla scoperta dei tre laghi e della scenografica catena d'acqua (ruscello con numerosi cascatelle) s'incontrano alberi maestosi e specie botaniche esotiche: tra tutte emergono la monumentale sequoia e i gruppi di faggi e abeti rossi che si stagliano sullo sfondo sempreverde di prati, magnolie, sofore e cedri. |
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| Villa Durazzo Pallavicini - Genova Pegli |
Da Sant'Olcese si torna in città dopo aver ridisceso la valle Polcevera. Arrivati a Sestri Ponente si suggerisce una deviazione sul monte Gazzo imboccando via Sant'Alberto da via Merano. Seguendo le indicazioni, in pochi minuti si sale al santuario, a 421 metri sul livello del mare. Qui il panorama è godibile da due differenti angolazioni: sulla costa, dove lo sguardo spazia per chilometri dalla Lanterna di Genova ad Arenzano, e sulle ampie vallate dell'entroterra, dal belvedere alle spalle della chiesa. Ridiscesi sul litorale, dopo pochi chilometri si arriva al lungomare di Pegli. Alle sue spalle, in una via parallela, si trova l'ingresso del parco Durazzo Pallavicini. Suggestivi già i primi passi lungo il viale verso la villa, sede del museo di Archeologia Ligure che conserva, tra i vari reperti, interessanti oggetti d'uso dei contadini del neolitico, resti ossei di orsi e leoni delle caverne dell'ultima glaciazione e marmi dell'antica Roma. Poco distante dal museo inizia un singolare viaggio nella natura, pensato come una sceneggiatura in tre atti dall'architetto genovese Michele Canzio, progettista e ideatore della versione ottocentesca del parco. L'ingresso è segnato da un'epigrafe che invita il visitatore viaggiatore ad abbandonare i turbamenti dell'anima. |
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| Villa Duchessa di Galliera - Voltri |
A cinque chilometri da Pegli si arriva a Voltri in vico Nicolò da Corte. È qui l'ingresso alla villa Duchessa di Galliera che deve il nome e l'assetto attuale della dimora e del parco alla sua ultima nobile proprietaria, vissuta nella seconda metà del XIX secolo. Il palazzo, edificato ai piedi del colle di Castellara, caratterizzato da una sapiente scenografia di stampo neoclassico, si affaccia sul giardino all'italiana che accoglie magnolie, camelie, rose di pregio. Poco oltre le geometrie razionali e simmetriche lasciano spazio alla varietà di forme e scenari romantici tipici dei parchi all'inglese. Attraversato il viale alberato s'incontrano due grotte, un arco, un tempietto e alcuni elementi marmorei che riecheggiano i viaggi infernali danteschi. L'atmosfera s'interrompe a un tratto con la Latteria, costruzione atipica ma modaiola dell'epoca, simile a una baita d'oltralpe. |
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| Parco Pallavicino - Arenzano |
A otto chilometri da Voltri si raggiunge Arenzano, località rivierasca del Ponente ligure che ospita un grande parco in pieno centro. È il grande giardino all'inglese di villa Negrotto Cambiaso, sede del comune, che prende il nome dalla marchesa Sauli Pallavicino. Fu lei, sul finire del XIX secolo, a definirne l'aspetto attuale seguendo la moda del suo tempo. E così oggi, attorno alla villa a forma di castello medievale con torrette merlate, si gode dello spettacolo di forme aggraziate e imponenti, di varietà botaniche comuni ed esotiche rare in Liguria. Trovare gli alberi più antichi e pregiati è facile: sono distinti da una targa che ne descrive nome ed età. Lungo i sentieri che costeggiano grotte, chioschi, ruscelli e giochi d'acqua, l'attenzione viene catturata dal cedro del Libano di 125 anni di trenta metri d'altezza che si affaccia sul lago dei cigni nella parte bassa del parco; o dalla canfora, un bell'esemplare esotico con una chioma ampia e fitta importato dal Marchese Pallavicino nel 1880. |
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